Emilia-Romagna
Notizie del settore ricettivo in Emilia-Romagna.
Bologna vuole la tassa di soggiorno a 10 euro: il sindaco Lepore guarda a Firenze
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha dichiarato oggi, 24 settembre, di voler portare l'imposta di soggiorno fino a 10 euro a notte, citando il precedente di Firenze che incassa 85 milioni l'anno contro i 24 di Bologna. La richiesta prioritaria al Governo è però di confermare l'attuale tetto di 7 euro, introdotto per il Giubileo e poi prorogato. Per albergatori e gestori di strutture ricettive bolognesi si prospetta un'ulteriore pressione fiscale sui clienti, con possibili ripercussioni sulla competitività rispetto ad altre destinazioni.
Bologna prepara tetti per zona e stop alle nuove autorizzazioni sugli affitti brevi
L'assessore all'Urbanistica di Bologna ha anticipato i contenuti del nuovo regolamento comunale sugli affitti brevi: sono previste percentuali massime di immobili destinabili alle locazioni turistiche nelle diverse zone della città e il blocco delle nuove autorizzazioni dove il tetto è già raggiunto. La misura più discussa è la durata massima delle autorizzazioni con conseguente rotazione, che preoccupa le piccole imprese del settore. Il regolamento punta ad anticipare, a livello locale, le regole che potrebbero arrivare dall'Europa.
Emilia-Romagna: la legge sugli affitti brevi è in vigore ma sotto esame della Consulta
La L.R. n. 10/2025, approvata a dicembre e in vigore, introduce la «locazione breve» come destinazione urbanistica autonoma, distinta dall'uso residenziale. I Comuni potranno fissare zone, percentuali massime e limiti operativi per gli affitti turistici. Il Governo ha però impugnato la norma davanti alla Corte Costituzionale. Per i gestori emiliano-romagnoli la legge va rispettata ora: ignorarla espone a rischi concreti di non conformità.
Affitti brevi in Emilia-Romagna: la Regione pubblica i primi chiarimenti ufficiali sulla legge
A fine aprile 2026 la Regione Emilia-Romagna ha diffuso una circolare interpretativa sulla L.R. 10/2025, la norma più restrittiva approvata in Italia sulle locazioni brevi. Il documento chiarisce che chi ha avviato l'attività prima del 20 dicembre 2025 acquisisce automaticamente la nuova destinazione d'uso senza dover presentare richiesta di cambio. Per le nuove attività, invece, il cambio di destinazione è obbligatorio prima di aprire. Nel frattempo, il ricorso del Governo alla Corte Costituzionale non sospende la legge, che resta pienamente in vigore.
Affitti brevi in Emilia-Romagna: la legge regionale è valida nonostante il ricorso del Governo
La legge regionale dell'Emilia-Romagna n. 10/2025, in vigore dal 19 dicembre 2025, introduce la locazione breve come destinazione urbanistica specifica e obbliga i Comuni a definire zone dove l'attività è libera, condizionata o vietata. Il Governo ha depositato un ricorso alla Corte Costituzionale il 16 febbraio 2026 contestando alcuni articoli, ma la norma resta pienamente applicabile fino a un'eventuale pronuncia della Consulta. I Comuni della regione possono già adottare le nuove regole urbanistiche.
Bologna, decade il vincolo dei 50 mq per gli affitti brevi (ma il resto delle regole resta)
A Bologna cade uno degli ostacoli più discussi per le locazioni turistiche: il Consiglio di Stato ha annullato, per un vizio procedurale, le restrizioni che il Comune aveva introdotto nel 2024 - la categoria urbanistica B3 e la superficie minima di 50 mq nel centro storico. Per il 2026 si può quindi avviare l'attività secondo le regole precedenti, e chi si era visto negare l'autorizzazione può valutare la richiesta di risarcimento. Attenzione però: restano pienamente in vigore CIN, requisiti di sicurezza e imposta di soggiorno (a Bologna il 10,5% del prezzo, fino a 7 euro a persona e a 5 notti). Il Comune, inoltre, potrebbe riavviare l'iter in modo proceduralmente corretto.